Il nostro Presidente Dominik Müller è intervenuto ieri a Unomattina Estate sul tema “Cannabis Shop: chiuderli o no?” insieme ad altri due ospiti: l’imprenditore Filippo Vona e Federico Tonioni, responsabile area dipendenze della Fondazione del Policlinico Gemelli di Roma.

Oltre a essere un riconoscimento per i quasi 40 anni di attività di AISE a fianco di adulti e adolescenti, l’invito di RAI 1 ha offerto l’occasione di parlare a tanti genitori e famiglie di un tema spesso strumentalizzato.

Punto di partenza della discussione è stata una recente sentenza della Cassazione che ha incriminato la commercializzazione dei derivati della Cannabis a prescindere dalla percentuale del suo principio attivo: il THC.

“È giusto chiudere o no i Cannabis shop?” hanno chiesto agli ospiti i conduttori della trasmissione.

Senza voler entrare nel merito della sentenza, il nostro Presidente ha invitato a dare la priorità ai ragazzi e alla necessità di paletti e misure preventive in loro favore, invece di focalizzarsi su campagne per legalizzare la Cannabis.

A supporto delle sue parole i quasi 40 anni di esperienza di AISE e quello che vede ogni mattina dalle finestre del suo ufficio di fronte a un parco: ragazzini e ragazzine di 10-12 anni che fumano spinelli prima di andare a scuola.

Se è vero che non tutti passano dalla Cannabis a sostanze più pericolose, è altrettanto vero che le centinaia di adolescenti e adulti arrivati in AISE con problemi di dipendenza da sostanze sono tutti partiti dalle canne. Altro punto fondamentale è che l’uso di Cannabis può portare al Disturbo da uso di Cannabis, riconosciuto dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.”

In sintesi: i ragazzi vengono prima di tutto e tutti.


Da sinistra: Dominik Muller, Filippo Vona, Federico Tonioni