Pietro 2017-06-26T14:49:29+00:00

  

Pietro

Tutto parte da te.

Nel 2012 sono stato arrestato per spaccio e mandato al Beccaria, perché minorenne.
Il giudice mi ha poi messo in contatto con AISE, dicendomi che avrei potuto evitare il carcere entrando nella Casa di Anna.

Ho accettato. Non per convinzione. Per convenienza.
Non mi rendevo conto del mio comportamento né delle conseguenze delle mie azioni.
Facevo quello che mi chiedevano. Punto.
Ho sempre saputo fare il “bravo”, anche prima dell’arresto.
A casa mi comportavo bene con mia madre, per poter poi uscire e fare quel che mi pareva, compreso assumere stupefacenti.

All’inizio mi annoiavo in Casa di Anna.
C’erano solo regole e limitazioni: niente “vecchi amici”, contatti, soldi. Nessuna uscita da solo.
Ho avuto problemi con gli educatori.
Mi dicevano sempre no, mi controllavano, non mi davano le lettere dei miei amici.
Ho capito dopo che stavano solo facendo il loro lavoro e del loro meglio per starmi vicino, anche a costo di essere odiati.

Con gli altri ragazzi di Casa di Anna sono stato invece molto bene.
Facevamo tutto insieme: pulivamo la casa, cucinavamo, ci confidavamo, ci tiravamo su il morale a vicenda.
Ci sentivamo fratelli, una famiglia unita, a casa nostra.
Abbiamo anche combinato qualche guaio, finendo tutti in punizione!

Terminato il percorso in Casa di Anna, sono passato a Jonathan ’90, che ho contribuito a tinteggiare!
Sono stato uno dei primi ragazzi a entrare in questa comunità.
Qui sono stato messo alla prova. Essendo in custodia cautelare, potevo uscire qualche ora al giorno.
Dapprima sono andato a scuola, all’Istituto per Geometri, poi ho lavorato gratis un po’ ovunque: in una pasticceria, in un agriturismo, per una ditta che asfalta strade, in un allevamento di cani, nella sala e in cucina di un ristorante.

A un certo punto, grazie ad AISE, ho fatto un colloquio a Milano per Eataly e sono stato assunto.
Gli ultimi 8 mesi di comunità li ho trascorsi al mattino a Milano, a lavorare, e al pomeriggio a Buscate, in Jonathan 90.

Poi sono stato ancora messo alla prova in un appartamento di autonomia a Castano Primo. Raggiunta la completa indipendenza e autosufficienza, ho finito il mio percorso.

Ho capito che la vita è mia e che sono io a dovermela creare.
Oggi vivo a Trieste con Debora e lavoro da Eataly. Sono capo reparto della pizzeria.
Faccio di tutto, dagli ordini ai fornitori alla gestione del personale fino al rapporto con i clienti.
Se faccio una cosa, mi piace farla bene.

Alessandra

Alessandra
Affidati e lasciati andare.

Alessandro

Alessandro
Passo dopo passo puoi arrivare ovunque: realizza i tuoi sogni.

Michael

Michael
Fidarsi è il primo passo.

Saimon

Saimon
Voglio cambiare: comincia a dirtelo, a crederci, a farlo.

Salvatore

Salvatore
Butta giù la maschera.

Zaccaria

Zaccaria
Smetti di dare la colpa agli altri.